Turismo e Coronavirus

Turismo e Coronavirus

Il coronavirus svuota i cieli: in Europa -88% di traffico aereo ...

Il coronavirus ha messo in ginocchio il turismo, industria che vale 232 miliardi l’anno. Sono stati e saranno mesi di dubbi, paure e cancellazione.
Abbiamo cercato di sollevare le problematiche che ci accompagneranno ancora per tanto tempo purtroppo e abbiamo provato a pensare ad una strategia per le diverse fasi della crisi.
Servirebbero sostegni immediati per le imprese e le startup del turismo, che possono rappresentare il futuro di tutta l’industria con le loro soluzioni innovative utili per affrontare il dopo pandemia.
In questo momento non è possibile stabilire una data di riapertura delle attività turistiche e, per quanto ne sappiamo, appare evidente che dovremo convivere con il Covid-19.
Se, tale convivenza sarà ben presto possibile in molti settori economici del Paese, non altrettanto lo sarà per il Turismo dove contatto umano e relazione fra ospite e ospitante presuppongono prossimità, convivialità, vicinanza.In vacanza insieme per capire se lui fa per voi - R 101
Diamo per scontato che torneremo a viaggiare, si perché torneremo! Lo faremo sicuramente in maniera più consapevole e con qualche accorgimento.
Su come lo faremo è possibile ipotizzare una serie di cose, ad esempio per gli spostamenti in aereo. Sappiamo che gli aeromobili sono dotati di filtri speciali chiamati HEPA (High-Efficiency Particulate Air) la cui efficienza è equiparabile a quella utilizzata nelle sale operatorie degli ospedali. L’aria all’interno della cabina è pertanto una miscela di aria di ricircolo e di aria fresca che arriva dall’esterno dell’aeromobile. Questo però non significa che tutta l’aria all’interno della cabina è pulita perché una persona che starnutisce, tossisce, parla o respira emette goccioline che potrebbero essere trasmesse ai passeggeri vicini prima che il filtro HEPA abbia la possibilità di catturarli.
È qui che entra in campo una misura introdotta già da alcune compagnie aeree subito dopo la notizia della diffusione del virus: l’obbligo di indossare mascherine per tutti coloro che si imbarcano per evitare, magari inconsapevolmente, di diffondere a bordo un virus.
Se ci pensate è quello che fanno i giapponesi già dal Dopoguerra. Un popolo molto rispettoso e accorto quello nipponico, educato e abituato a cercare di prevenire in tutti i modi un’epidemia.
Non meno importanti saranno sicuramente le operazioni di imbarco: si dovrà infatti mantenere una distanza fisica di oltre 1 metro quando si è in coda per evitare possibili contagi; in tal senso le compagnie dovranno studiare delle procedure diverse dalle attuali dall’imbarco, soprattutto per evitare assembramenti.
Diritti negati per biglietti aerei e viaggi organizzati. Serve ...

La domanda che un po’ tutti, operatori e non, ci si pone è una: “Quando pensate si possa riprendere a viaggiare?”
Purtroppo non abbiamo ancora previsioni operative perché dipende dall’evoluzione del fenomeno, per cui diciamo che le previsioni più realistiche fanno pensare che a giugno potrebbe cominciare lievemente l’attività per poi provare a difendere l’estate da luglio in avanti.
Ma ovviamente, lo ripetiamo sempre, dipende da tanti fattori su cui non abbiamo sempre un potere, primo fra tutti sono i tempi di reazione di ogni nazione che ovviamente saranno diversi.
Un mese fa eravamo noi italiani quelli banditi da molte destinazioni, domani potrebbero esserlo tutti gli europei e noi finirci dentro non perché abbiamo ancora problemi ma perché veniamo considerati un tutt’uno.
In secondo luogo dipenderà tanto anche dalla volontà e dalla fiducia del singolo. Nel senso che il cliente si deve fidare ad uscire nuovamente, deve essere sicuro. Il viaggio da sempre è un momento di svago e di divertimento e non di “paura”. Cosa che purtroppo noi oggi abbiamo.
Ed ecco perché secondo prime previsioni probabilmente si muoverà soprattutto il cosiddetto turismo di prossimità” per cui immaginiamo che il mercato domestico e quindi l’Italia potrebbero giocare un ruolo da leone, sia per ragioni oggettive sia per ragioni psicologiche.

Il turismo domestico può valere infatti anche 21 miliardi di euro. 

Turismo: in aumento i viaggi organizzati verso Italia - Meteo Web
Le vacanze all’italiana potrebbero compensare almeno del 30% il probabile crollo dei turisti stranieri nel nostro Paese (nel 2019 hanno superato quota 216 milioni di presenze) con punte del 67% in Puglia con 2,3 milioni di presenze, del 65,7% in Emilia-Romagna con 7,1 milioni di presenze e del 63,5% in Umbria con 326 mila presenze. Alcune regioni potrebbero addirittura superare la soglia massima di compensazione come Molise, Abruzzo, Basilicata, Piemonte e Marche.
Dopo il lockdown dovuto al Covid-19 il turismo ripartirà come negli anni Cinquanta e Sessanta, grazie alla domanda interna e a spostamenti di prossimità, non oltre i 400 chilometri, ma a una condizione: “Bisognerà rivedere al ribasso i prezzi dell’offerta turistica”. Sarà inevitabile ridurre i prezzi perché con quelli attuali non ce la faremo.
Non possiamo pretendere che l’offerta dedicata al turismo internazionale venga riproposta tale e quale ai turisti italiani, non funzionerebbe.
Approfittiamo ora, se così si può dire, per riallocare le risorse, investire su rispetto dell’ambiente, cura delle persone e del territorio.
Cerchiamo di non ripresentarci, al termine di questo dramma, uguali a prima ma cerchiamo nuovi modelli di business, fondati su valori diversi, su cui l’Italia ha moltissime carte da giocare.
Cogliamo questa occasione per riposizionare alcune località e strutture di un patrimonio ricchissimo che ha però bisogno di essere riqualificato anche per allinearsi ai criteri internazionali di sostenibilità, etica ed estetica e riposizionarsi su nuovi mercati.
Per gli anni a venire la lezione del Covid-19 impone di ripensare l’offerta turistica: “Il turismo in Italia era già in trasformazione con una domanda in crescita per vacanze nella natura, destinazioni minori e poco affollate. A maggior ragione dopo questa vicenda ci si aspetta che possa aumentare una domanda più attenta a certi valori, culturali e paesaggistici, che riaffermino il valore del nostro patrimonio”.
Non ci resta che attendere fiduciosi che, come ci ripetiamo ormai da mesi… #andràtuttobene 🌈
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