WEEK-END: TERME DI SATURNIA & ORVIETO
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WEEK-END: TERME DI SATURNIA & ORVIETO

190,00

WEEK-END: TERME DI SATURNIA & ORVIETO

100,00190,00

10-11 Ottobre 2020
Partenze nella notte tra il 09 e il 10:
* San Michele Salentino 23:30
* Francavilla Fontana 23.45
* Grottaglie 00.00
* San Giorgio 00.15
* Taranto 00.30
* Massafra 00.50
* San Basilio 01.15
* Bari 01.50
– Arrivo in mattinata del giorno 10 Ottobre e giornata completamente libera nelle splendide Terme di Saturnia-Cascate del Mulino;
– Pranzo libero;
– Attorno alle ore 15.30 ripresa del bus per raggiungere l’Hotel 3* sito nella bellissima cittadina di Orvieto in trattamento di “Pensione Completa”,
– Cena, serata libera e pernottamento;
11/10
– Colazione e rilascio delle stanze;
– Attorno alle ore 09.30 spostamento ad Orvieto con visita guidata della meravigliosa città;
– Alle ore 12.30 ripresa del bus e rientro in hotel per il pranzo;
– Attorno alle 16.00 ripresa del bus per il rientro che avverrà in serata.

La quota comprende:
Bus a/r;
1 Notte in hotel in Pensione Completa con bevande incluse;
Guida ad Orvieto;
Assicurazione medico/bagaglio.
La quota non comprende:
Bevande extra ai pasti;
Tassa di soggiorno;
Assicurazione annullamento (€15);
Tutto ciò non menzionato nella quota comprende.

🧪Covid-19: è richiesto l’uso di mascherina a bordo;
📲Gli orari possono subire piccole modifiche da parte dell’ organizzazione, pertanto i partecipanti riceveranno un messaggio pre partenza a conferma dello stesso;
👜Sul bus potrai portare una borsa e/o zainetto delle dimensioni 30x20x20 cm;
🍿🥤Non si possono consumare a bordo generi alimentari, ogni tour garantisce soste per poter soddisfare qualsiasi tipo di esigenza dei partecipanti.

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L’ACQUA TERMALE
Tutti i benefici dell’acqua termale di Saturnia

Da 3.000 anni l’acqua termale sgorga ininterrottamente dal cuore della terra, all’interno di un cratere alla temperatura di 37,5 °C.

Il continuo ricambio di 500 litri al secondo, permette all’acqua termale di mantenere le sue caratteristiche benefiche senza bisogno di alcuna manipolazione esterna, con un ricambio completo delle piscine ogni 4 ore. Per 40 anni viaggia sotterranea isolata da una copertura argillosa dallo spessore di 60 metri, per poi emergere nella sorgente naturale su cui si affaccia il Resort.
In ogni litro di acqua sono disciolti 2,790 grammi di sali minerali, oltre a grandi quantità di gas, l’idrogeno solforato e l’anidride carbonica. La presenza del plancton termale visibile sia durante l’immersione che sulla superficie acquea della sorgente, è la prova naturale della potenza di Terme di Saturnia. Una sostanza organica-minerale di consistenza gelatinosa e di colore variabile, che si forma nell’acqua termale quando questa entra in contatto con l’aria. Un principio attivo esclusivo e prezioso, che ha sulla pelle straordinari poteri normalizzanti e idratanti.
Gli effetti benefici dell’acqua termale di Terme di Saturnia sono innumerevoli e agiscono sull’apparato cardio-circolatorio, respiratorio, muscolare e scheletrico. Inoltre quest’acqua unica al mondo ha una forte azione protettiva, antiossidante e depurante; sulla pelle esercita una naturale azione di peeling con proprietà esfolianti, detergenti e idratanti.

Il sito termale di Saturnia vanta una storia risalente al periodo etrusco, durante il quale era conosciuto come Aurinia. Il toponimo Saturnia deriva dalla leggenda secondo la quale le Terme di Saturnia si sarebbero formate nel punto esatto in cui cadde il fulmine che il dio romano Giove, adirato per le nefandezze degli uomini, scagliò sulla Terra contro Saturno. Successivamente, i Romani ribattezzarono il luogo con l’attuale nome che evoca il dio Saturno, signore del Tempo e padre di Giove.

L’antichissima tradizione termale di Saturnia è testimoniata dai resti di una struttura termale romana di forma quadrangolare inserita nel circuito della antiche mura difensive del piccolo borgo. I Romani costruiscono addirittura la via Clodia, che si collega con l’Aurelia, per poter raggiungere più agevolmente questo luogo di benessere già così rinomato a quel tempo.

Nel corso del Medioevo sono già conosciute per le loro proprietà curative e causano feroci dispute fra i signori della zona, ovvero i feudatari di Santa Fiora e quelli di Sovana, mentre nell’Ottocento arriva la definitiva consacrazione grazie ai lavori di bonifica e ricostruzione dovuti alla famiglia Ciacci.

TRATTAMENTI IN EVIDENZA

I bagni di Saturnia sono i più famosi nel mondo per le celebri piscine termali. Il trattamenti di punta che si svolge in questa località è sicuramente il bagno in acqua termale, efficace a livello terapeutico su molte differenti patologie, ma che la stragrande maggioranza dei tantissimi visitatori predilige ad ogni altra località termale per motivi di benessere e relax, legati non solo all’abbondante flusso di acqua sorgiva, ma anche per il pittoresco contesto, unico nel suo genere, e per il particolare limo che si deposita sul fondo dei bagni, utilizzabile tramite applicazione sulla pelle per le sue caratteristiche esfolianti.

Orvieto, una delle città più antiche di Italia, deve le sue origini alla civiltà etrusca: i primi insediamenti risalgono al IX° secolo a.C. e si localizzarono all’interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la cittadina umbra.

Sebbene la fama di Orvieto sia profondamente intrecciata con quella del suo magnificente duomo, la città offre numerosi spunti e itinerari storico-artistici, proprio in virtù delle sue antiche origini. Arroccata su di una rupe, inoltre, Orvieto offre scorsi panoramici davvero splendidi.

Impossibile non iniziare il nostro tour orvietano dallo splendido Duomo di Orvieto, un variopinto esempio di architettura romanico-gotica, ricchissimo di opere d’arte, che custodisce al suo interno il Sacro Corporale.

Iniziato nel 1290, fu poi continuato da Lorenzo Maitani, al quale si deve in particolare la mirabile facciata con i suoi eccezionali bassorilievi; l’elegante fronte, largo 40 metri ed alto 52 m, è impreziosito da mosaici e dal rosone di Andrea Orcagna. L’interno del Duomo è ornato di importanti opere, tra le quali i celebri affreschi di Luca Signorelli e il Reliquiario del Corporale.

Gli affreschi della Cappella Nuova (eseguiti dal 1499 al 1504 da Luca Signorelli, che vi raffigurò Paradiso e Inferno, eletti e reprobi, scene con profeti, angeli e santi) vi lasceranno sicuramente senza fiato per la loro bellezza e la luminosità dei loro colori.

Nella cappella posta sul lato opposto della chiesa, si trova il Reliquiario del Corporale, un celebre capolavoro d’oreficeria eseguito nel 1337-1338 dal senese Ugolino di Vieri, che custodisce il Corporale che nel 1263 si macchiò di sangue allorché un prete boemo, celebrando la Messa senza fede, spezzò l’ostia consacrata, da cui fuoriuscì il sangue.

Nella parte posteriore del Duomo si trovano i Palazzi dei Papi, austeri edifici duecenteschi intitolati a Urbano IV, Martino IV, Bonifacio VIII. In quest’ultimo, detto anche Palazzo Soliano, si trova il Museo dell’Opera del Duomo.

Dopo aver ammirato queste meraviglie, cosa fare a Orvieto?

Sicuramente immergersi nell’atmosfera senza tempo della Cittta Sotteranea che fu interamente ricavata dalle cavità scavate dagli abitanti nel corso dei secoli, ricca di pozzi e grotte. Il più famoso è probabilmente il Pozzo di San Patrizio, accanto ai giardini comunali che si trovano all’interno della Fortezza dell’Albornoz.

Il pozzo, straordinaria opera di ingegneria civile del Cinquecento, fu scavato per volere di Clemente VII, rifugiatosi ad Orvieto durante il sacco di Roma nel 1527. La sua realizzazione, voluta per motivi di sopravvivenza in caso di assedio o calamità naturali, fu affidata ad Antonio da Sangallo, coadiuvato da Giovanni Battista da Cortona.

Le sue dimensioni sono impressionanti: profondo 62 metri, ha un diametro di 13,5 metri. Tutt’attorno si snodano due scale a chiocciola elicoidali che non si incontrano mai; le due scalinate, composte da 248 gradini ognuna, ricevono luce da 72 finestre creando un’atmosfera surreale.

Non tutti sanno che… >> Il nome Pozzo di San Patrizio si deve all’analogia con la leggendaria caverna che si trovava su un’isola del Lough Derg, in Irlanda, meta di pellegrinaggio in epoca medievale.
Il sottosuolo della città riserva però ancora tante sorprese; a pochi passi dal Duomo i cunicoli e le cavità svelano un altro mondo da scoprire: è quello di Orvieto Underground, che consente di effettuare visite guidate in un complesso sotterraneo polivalente scavato a partire dal IX secolo a.C.; anche qui pozzi, cave, laboratori e frantoi per le olive hanno garantito la sopravvivenza degli abitanti in superficie per millenni.

Orvieto è anche ricca di tradizioni; oltre alle funzioni religiose e all’esposizione della santa reliquia, esiste un corteo storico rievocativo che coinvolge 400 figuranti, e la Festa della Palombella, risalente al Trecento.

In quest’occasione viene fatta «volare» una colomba, legata a una raggiera scoppiettante di mortaretti su un cavo d’acciaio dalla chiesa di San Francesco al Duomo; la colomba viene poi donata alla prima coppia di sposi di quel giorno.

Civita di Bagnoregio situata al confine con l’Umbria, in vista della Valle del Tevere, Civita di Bagnoregio si adagia su un colle tufaceo cuneiforme a 443 metri s.l.m., stretto fra i due profondi burroni del Rio Chiaro e del Rio Torbido. Grazie all’integrità del suo centro storico e alla bellezza paesaggistica, con merito è stato inserito nel club dei Borghi più Belli d’Italia
Alle spalle dell’abitato si estende la grande vallata incisa dai “calanchi”, creste d’argilla dalla forma ondulata e talvolta esilissima, inasprite qua e là da ardite pareti e torrioni enormi, come il solenne e dolomitico “Montione” e la cosiddetta “Cattedrale”. Lo scenario offerto dalla Valle dei Calanchi e dal borgo di Civita di Bagnoregio, forma uno dei paesaggi più straordinari e unici d’Italia.

Origini e Storia

Eppure fu proprio l’abbondanza di acque, assieme al rigoglio della vegetazione, a spingere gli uomini, sin dai tempi più remoti, a vivere in questi luoghi. Patria del monaco-filosofo francescano San Bonaventura e del saggista-romanziere Bonaventura Tecchi, Civita di Bagnoregio ha infatti origini antichissime. La zona fu abitata sin dall’epoca villanoviana (IX-VIII secc. a. C.), come testimoniano vari ritrovamenti archeologici. In seguito vi si insediarono gli etruschi, che fecero di Civita (di cui non conosciamo l’antico nome) una fiorente città. Questa fu favorita dalla posizione strategica e grazie alla vicinanza con le più importanti vie di comunicazione del tempo.

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