LA REGGIA DI CASERTA & CASERTA VECCHIA

LA REGGIA DI CASERTA & CASERTA VECCHIA

25,00

LA REGGIA DI CASERTA & CASERTA VECCHIA

28,0040,00

04 Ottobre 2020
– Partenze:
*San Michele Salentino 04.30 
*Francavilla Fontana 04.45
*Grottaglie 05.00
*San Giorgio 05.15

*Taranto 05.30
*Massafra 05.50
*San Basilio-Mottola 06.10
*Bari 06.30
*Andria 06.50
– Arrivo in mattinata a Caserta e giornata completamente libera;
– Visita del meraviglioso Palazzo Reale tra i suoi maestosi appartamenti e opere d’arte;
– Pranzo libero in ristorante o a sacco da consumare nei meravigliosi giardini* della Reggia;
– Nel pomeriggio attorno alle ore 16.00 incontro al bus con i partecipanti;
– Visita della meravigliosa “Caserta Vecchia”;
– Attorno alle 17.30 ripartenza per il rientro che avverrà in serata.

Ticket di ingresso palazzo + giardini:
-Oltre 18 anni €15

-18/25 anni €3
-minori 18 anni GRATIS

🧪Covid-19: è richiesto l’uso di mascherina a bordo;
📲Gli orari possono subire piccole modifiche da parte dell’organizzazione, pertanto i partecipanti riceveranno un messaggio pre partenza a conferma dello stesso;
👜Sul bus potrai portare una borsa e/o zainetto delle dimensioni 30x20x20 cm;
🍿🥤Non si possono consumare a bordo generi alimentari, ogni tour garantisce soste per poter soddisfare qualsiasi tipo di esigenza dei partecipanti .

 

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LA REGGIA DI CASERTA:La reggia di Caserta è un palazzo reale, con annesso un parco, ubicato a Caserta. È la residenza reale più grande al mondo per volume e i proprietari storici sono stati i Borbone di Napoli, oltre a un breve periodo in cui fu abitata dai Murat.

Nel 1997 è stata dichiarata dall’UNESCO, insieme con l’acquedotto di Vanvitelli e il complesso di San Leucio, patrimonio dell’umanità.

La storia della Reggia di Caserta

La Reggia di Caserta fu realizzata a partire dal 1752 da Luigi Vanvitelli, e successivamente dal figlio Carlo, per volere di Carlo di Borbone con lo scopo di erigerla quale fulcro del nuovo regno di Napoli.

La costruzione della reggia fu voluta a Caserta perché il re era molto affascinato dalla bellezza del paesaggio casertano e, per ragioni di sicurezza, la volle lontana dal mare e nell’entroterra, ma poco distante da Napoli. La Reggia avrebbe dovuto reggere il confronto con quella di Versailles.

La Reggia fu ultimata nel 1845 (anche se era già abitata dal 1780) ed è considerata l’ultimo grande esempio di Barocco italiano.

Il Parco Reale, parte integrante del progetto presentato dall’architetto Luigi Vanvitelli ai sovrani, si ispira ai giardini delle grandi residenze europee del tempo, fondendo la tradizione italiana del giardino rinascimentale con le soluzioni introdotte da André Le Nôtre a Versailles.
I lavori, con la delimitazione dell’area e la messa a dimora delle prime piante, iniziarono nel 1753, contemporaneamente a quelli per la costruzione dell’Acquedotto Carolino, le cui acque, dalle falde del Monte Taburno avrebbero alimentato le fontane dei giardini reali.
Il giardino formale, così come oggi si vede, è solo in parte la realizzazione di quello che Luigi Vanvitelli aveva ideato: alla sua morte, infatti, nel 1773, l’acquedotto era stato terminato ma nessuna fontana era stata ancora realizzata. I lavori furono completati dal figlio Carlo (1740-1821), il quale, pur semplificando il progetto paterno, ne fu fedele realizzatore, conservando il ritmo compositivo dell’alternarsi di fontane, bacini d’acqua, prati e cascatelle.
Per chi esce dal palazzo i giardini si presentano divisi in due parti: la prima è costituita da vasti parterre, separati da un viale centrale che conduce fino alla Fontana Margherita, fiancheggiata da boschetti di lecci e carpini, disposti simmetricamente a formare una scena “teatrale” verde semicircolare.

La Reggia di Caserta, la struttura e il Parco

La Reggia ha una superficie di 47.ooo m2, cinque piani e quattro cortili interni. Presenta al suo interno un maestoso scalone d’onore, la Cappella Palatina, l’appartamento storico, il teatro di corte e la Quadreria.

Il Parco e la cascata, inoltre, conferiscono al complesso una risoluzione altamente elegante e scenografica.

Nel 1997 la Reggia di Caserta è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

All’interno della Reggia si può ammirare l’esposizione “Terrae Motus”, una collezione di opere di arte contemporanea realizzate da grandi artisti degli anni ’80 come Joseph Beuys, Keith Haring, Anselm Kiefer, Andy Warhol, voluta dal gallerista napoletano Lucio Amelio per ricordare il terremoto del 23 novembre 1980 che devastò Campania e Basilicata.

Casertavecchia sorge alle pendici dei mondi Tifatini ad una altezza di 401m, è facilmente raggiungibile da più punti, e dista dalla Reggia Vanvitelliana di Caserta, circa 10 Km in direzione Nord-Est.
Le origini del paese ancora oggi non sono certe, ma secondo alcuni scritti del monaco Benedettino Erchemperto che risalgono all’anno 861, si parla di un primo nucleo urbano, sulle montagne denominate Casahirta (dove casa sta per villaggio e hirta o erta per aspra, ripida, di difficile accesso).
Il Borgo originalmente edificato su un pre-esistente villaggio romano nel corso degli anni ha subito varie dominazioni.
Originalmente appartenne ai Longobardi nell’879 fu dato al Conte Pandulfo di Capua.
Nel secolo IX a seguito di vari eventi bellici, quali incursioni saracene e devastazioni di Capua, gli abitanti e il Clero si videro costretti a cercare rifugio in luoghi più sicuri, come quelli montani. E fu proprio in seguito a questi eventi che la popolazione aumento notevolmente, cosicché alla fine fu trasferita anche la sede vescovile.
Nel 1062 Casertavecchia venne occupata da Riccardo I di Aversa, e da qui ebbe inizio la dominazione Normanna che porto il paese al suo massimo splendore nell’anno 1100-1129 con la costruzione della attuale Cattedrale sotto l’episcopato di Rainulfo, e la sua consacrazione nell’anno 1153 al culto di San Michele Arcangelo.
Con alterne vicende altri feudatari successero a Riccardo I, finchè il Borgo non passo sotto la dominazione degli Svevi con Riccardo di Lauro (1232-1266), il quale ne accrebbe la fama e lo valorizzo fino a farlo giungere al suo massimo splendore e importanza anche in campo politico.
E pare che si debba proprio a Riccardo di Lauro la costruzione al castello della grande torre cilindrica superstite.
Nel 1442 il Borgo passa sotto la dominazione aragonese, e qui inizia la sua parabola discendente, Casertavecchia vede lentamente decadere la sua importanza, poichè la vita incomincia a svilupparsi in pianura. Restano a Casertavecchia solo il vescovo e il seminario, che continuano a dare una minima importanza al Borgo. Questo fino all’nno 1842, quando Papa Gregorio XVI ne sancì il definitivo trasferimento alla nuova Caserta.
In seguito con il dominio dei Borboni nell’Italia meridionale e la costruzione della reggia, il nuovo centro di ogni attività diventa Caserta e per forza di cose gli abitanti della vecchia cittadina dovettero spostarsi in pianura.
A ricordo ancora dello splendido passato che fu restano il Duomo, il campanile, i resti del castello e le strade dell’intero Borgo tutte in stile siculo-normanno.

Una bellezza italiana da visitare con noi Domenica alla reggia di Caserta.

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