ALBEROBELLO & LOCOROTONDO BY NIGHT
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ALBEROBELLO & LOCOROTONDO BY NIGHT

12,50

ALBEROBELLO & LOCOROTONDO BY NIGHT

12,50

Sabato 17 Ottobre 2020
– Partenze:
*San Michele Salentino 16.00
*Francavilla Fontana 16.15
*Grottaglie 16.30
*San Giorgio 16.45

*Taranto 17.00
– Arrivo nel pomeriggio nella meravigliosa cornice di Alberobello con passeggiata libera per le vie del bellissimo paesino;
– Spostamento nella vicina Locorotondo per serata libera e cena;
– In serata attorno alle 23.45 ripartenza per il rientro che avverrà in serata. 

🧪Covid-19: è richiesto l’uso di mascherina a bordo;
📲Gli orari possono subire piccole modifiche da parte dell’ organizzazione, pertanto i partecipanti riceveranno un messaggio pre partenza a conferma dello stesso;
👜Sul bus potrai portare una borsa e/o zainetto delle dimensioni 30x20x20 cm;
🍿🥤Non si possono consumare a bordo generi alimentari, ogni tour garantisce soste per poter soddisfare qualsiasi tipo di esigenza dei partecipanti.

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Visitare il borgo di Alberobello: le tappe imperdibili
Alberobello è una delle località più amate della Puglia, famosa per i trulli: ecco cosa vedere

Anche conosciuta come “capitale dei trulli”, Alberobello è un borgo della Puglia nella quale vale assolutamente la pena fare una capatina se si decide di trascorrere le vacanze in questa meravigliosa regione italiana. L’unicità architettonica e l’importanza storica di questo Comune italiano sono state riconosciute dall’Unesco e la città è Patrimonio dell’Umanità dal 1996. Inoltre, il Touring Club Italiano ha conferito al paese la Bandiera arancione, un marchio di qualità turistico-ambientale mentre l’ANCI l’ha riconosciuto come uno dei Borghi più belli d’Italia.

La storia di Alberobello

trulli sono un tipo di costruzione conica di pietra a secco, tradizionali della Puglia centro-meridionale. La maggior parte di essi sorgd nella Valle d’Itria, dove si trova appunto Alberobello. Queste costruzioni sono il perfezionamento delle preistoriche thòlos, presenti nelle varie zone dell’Italia, tuttavia i trulli si distinguono da essi per la loro continuità d’uso.

I trulli più antichi di Alberobello risalgono al XIV secolo. È proprio in quel periodo che questa terra all’inizio disabitata fu assegnata al primo conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, che decise di introdurre dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini. Con il passare del tempo sorsero nella zona degli insediamenti rurali che, accorpandosi poco a poco formarono dei veri e propri villaggi soprannominati in seguito Aia Piccola e Monti.

Per evitare di pagare le tasse sui nuovi insediamenti al Regno di Napoli, ai nuovi coloni venne imposta la costruzione di muri a secco, senza malta, di modo che potessero essere facilmente smantellate. Tuttavia, l’uso di questa particolare tecnica edilizia era anche dovuto all’abbondanza di pietra calcarea e carsica in quelle zone, che venivano utilizzate per le costruzioni.

Cosa vedere ad Alberobello

Essendo un paesino, è facile visitare i trulli di Alberobello in poco tempo, perdendosi tra le sue viuzze caratteristiche. Dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio vicino al borgo ecco dove dirigersi come prima cosa per scoprire questa cittadina fiabesca:

Il distretto di Rione Monti è composto da ben 1030 trulli. Questi sono allineati lungo i margini di otto stradine irregolari che procedono verso la sommità del colle, sulla cima del quale spicca la chiesa di Sant’Antonio da Padova, anch’essa a forma di trullo. Qui sorgono trulli di ogni tipo, i più conosciuti tuttavia sono i Trulli Siamesi, uniti sulla sommità ma con ingressi che aprono su due strade diverse. Un tempo collegati da una porta esterna, si racconta che furono separati a seguito di una faida tra due fratelli, innamorati della stessa fanciulla. Molti dei trulli di questa zona ospitano negozietti e botteghe artigiane in cui fare un po’ di shopping.

Per ammirare il Rione Monti dall’alto e godere di un panorama spettacolare basta andare ad Alberobello centro, in piazza Gian Girolamo D’Acquaviva D’Aragona, qui si trova la terrazza-tetto Belvedere o Terrazza di Santa Lucia, resa pubblica ai visitatori negli Anni ’90.

Rione Aia Piccola è una zona che comprende 400 trulli, quasi tutti abitati. Un posto perfetto per immergersi nell’atmosfera del vecchio borgo medievale visto che, rispetto alle altre zone della città, è l’unica a non essere invasa dalle attività commerciali. In questa zona sorge il Trullo Sovrano, un trullo a due piani con un’enorme facciata. Oggi è una casa-museo con ingresso a pagamento che è possibile visitare per ammirare le sale arredate e il giardino mediterraneo.

Tra Aia Piccola e piazza del Popolo sorge Casa Pezzolla, un complesso architettonico unico nel suo genere, composto da 15 trulli comunicanti tra loro. Oggi è la sede del Museo del territorio, ideale per chi vuole conoscere la cultura del territorio scoprendo le attività produttive principali della zona e ammirando gli arredamenti tipici di un trullo dell’epoca contadina.

Tra un rione e l’altro è d’obbligo una sosta in uno dei ristoranti-trullo della città, per assaggiare le delizie locali come le orecchiette alle cime di rapa e gustare i prodotti tipici della zona. Per chi invece volesse vivere un’esperienza davvero particolare e unica il consiglio è quello di prolungare il proprio soggiorno per trascorrere la notte in un trullo di Alberobello.

 

Locorotondo: il bianco borgo pugliese tra sogno e realtà
Locorotondo è situato in Puglia ed è considerato uno dei borghi più belli d’Italia: scopri tutto quello che c’è da vedere in questo luogo da sogno

Locorotondo è tra i luoghi immancabili durante una gita in Puglia. Un borgo mozzafiato, caratterizzato da una particolare pianta circolare, dal quale è possibile godere del panorama offerto dalla Valle d’Itria. Suddiviso in ben 138 frazioni, Locorotondo è in provincia di Bari, ma soprattutto annoverato tra i borghi più belli d’Italia. Sito a 410 metri sul livello del mare, deve il suo nome alla forma della sua pianta: luogo rotondo (dal latino Locus Rotundus).

Una struttura testimoniata già nella prima parte del XIII secolo, racchiusa da una cinta muraria. Per conoscerne le origini è però necessario volgere lo sguardo ben più indietro nel tempo, arrivando fino al IX-IV secolo a.C., stando ai reperti archeologici. Si presume infatti si tratti di un luogo di antica frequentazione, ipotizzando origini greche, ad oggi non ancora provate.

Il primo documento a noi giunto, che riporta il nome del luogo come Rotondo risale al 1195. Era il tempo della dominazione sveva. Da allora e per tutto il Trecento, con gli Angioini in Puglia, Locorotondo si tramuta in un casale. Un possesso feudale che nei secoli cambia molti proprietari, dai monaci ai baroni. Di particolare importanza i Carafa, che eressero le mura e il castello, distrutti a metà Ottocento.

Lo spirito di Locorotondo

Locorotondo è senza ombra di dubbio un luogo magico. L’atmosfera che si respira è pregna di storia, in grado di attecchire fin nelle profondità dell’animo di qualsiasi turista. Il belvedere che si dipana dinanzi agli occhi è come un quadro, perfetto e senza sbavature, in un misto di trulli sparsi in ogni dove, antiche masserie, vigneti, uliveti e boschi. Un sunto paradisiaco della vita mediterranea. Se questo è il fascino di ciò che vi è intorno, non è di certo meno suggestivo il nucleo antico di Locorotondo.

Forma circolare perfetta, delineata tra pietre e calcine. Il bianco avvolge qualsiasi cosa e addentrarsi nelle strade del borgo offre la sensazione di metter piede in un sogno. Si tratta di un luogo sospeso tra antico e moderno, fantasia e realtà. A contrastare il biancore dominante vi sono i mille colore dei balconi fioriti. Locorotondo è il paradiso dei balconi, che emergono, protagonisti, in architetture barocche in pietra locale.

Guardando verso l’alto però non si noteranno soltanto i balconi, protagonisti in ogni stagione degli album ricordi di turisti italiani e stranieri, bensì anche i tetti aguzzi. Svettano verso l’alto grazie alle “cummerse” in pietra, caratterizzate da lastre calcaree dette “chiancarelle”. Tetti spioventi che rendono unici i labirinti di vicoli di questo borgo. Case storiche, con all’interno soffitti con volte a stella tipiche.

Cosa vedere a Locorotondo

Inserito nell’elenco dei borghi più belli d’Italia e premiato con la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, Locorotondo ha tanti luoghi dal valore storico e architettonico da visitare. Impossibile non partire con la Chiesa Madre di San Giorgio, realizzata tra il 1790 e il 1825. Lì dove oggi è possibile ammirarla sorgevano in antichità altre due chiesa, una eretta nel 1195 e l’altra risalente al XVI secolo.

Si impone sulle altre costruzioni del centro storico, data la sua struttura. Facciata in stile cinquecentesco e pianta a croce, con una cupola alta 35 metri, un tempo rivestita in tegole di terracotta. Al suo interno è inoltre possibile ammirare un generale stile barocco misto a rinascimentale, con altare in marmo risalente al 1764 e una raffigurazione in rilievo di San Giorgio, adornata dai Santi Pietro e Paolo e dal drago.

Facciata semplice per la Chiesa di San Nicola, realizzata nel 1660. La sua volta è a botte e all’interno vi sono affreschi di grande interesse artistico, raffiguranti la vita e i miracoli di San Nicola di Mira. Ricca la cupola, colma di festanti cherubini. Interessante la presenza di alcuni bassi rilievi in pietra. Raffigurano la crocefissione di Cristo e sono più antichi della chiesa stessa. Pare siano stati ritrovati in una grotta nei pressi del borgo.

La tipica copertura a “cummerse” caratterizzata anche la Chiesa Madonna della Greca, le cui origini sono ancora oggi incerte. Vi è all’interno un portale con lunetta rialzata, caratterizzato da un rosone traforato al di sopra. Immancabile nell’elenco dei luoghi da non perdere Palazzo Morelli. Esempio splendido di architettura civile, che richiama un po’ lo stile adottato nella vicina Martina Franca. Risale al 1819 e vanta un portale decorato splendidamente, con balconcini dalle ringhiere in ferro battuto, tipiche delle costruzioni barocche del sud della Puglia.

Tour architettonico che potrebbe concludersi con la Torre dell’Orologio. Un edificio sfruttato anticamente come sede universitaria, risalente al XVIII secolo. Venne qui sistemato l’orologio che un tempo adornava il campanile della Chiesa Madre di San Giorgio. Torre abbellita in seguito alla sua realizzazione, con la costruzione di un colonnato circolare nella parte superiore.

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