MARRACASH IN PERSONA TOUR

MARRACASH IN PERSONA TOUR

15,00

MARRACASH IN PERSONA TOUR

15,00

13 Aprile 2021
Partenze:
* ore 15.15 San Michele Salentino,
* ore 15.45 Francavilla Fontana,
* ore 16.00 Grottaglie,
* ore 16.15 San Giorgio,
* ore 16.30 da Taranto,
*ore 16.50 Massafra
*ore 17.10 Mottola-San Basilio

– Arrivo a Bari presso “Il Palaflorio” per assistere al concerto;
– Al termine dell’evento partenza per il rientro che avverrà in serata.

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MARRACASH IN PERSONA TOUR: Marracash, pseudonimo di Fabio Bartolo Rizzo è un rapper e produttore discografico italiano.

Ha esordito ufficialmente nel 2005 con il mixtape autoprodotto Roccia Music I, il quale ha visto la partecipazione del collettivo Dogo Gang e di altri artisti appartenenti alla scena hip hop italiana. Il mixtape ha ottenuto un riscontro significativo nell’underground e lo ha portato alla firma di un contratto discografico con la Universal Music Group, con la quale nel 2008 ha pubblicato il primo album solista, l’omonimo Marracash.

Il concept dell’album di Marracash è il corpo umano. Ogni brano rappresenta una parte dell’artista e dell’uomo.

BODY PARTS – I denti introduce l’ascoltatore in un’ atmosfera cupa fatta di barre crude. Particolarissimo, alla fine, un discorso preso da Persona di Ingmar Bergman, capolavoro cinematografico da cui il rapper ha preso spunto non solo per il titolo, ma anche per la cover. In modo analogo, sparsi per il disco, vi sono continui riferimenti al film.

QUALCOSA IN CUI CREDERE – Lo scheletro (feat. Guè Pequeno) è la parabola del vip decadente che non trova più stimoli. Depressione, falsità, droga, perchè “non c’è dio ma soltanto polvere d’angelo“. Guè serve ad alzare l’asticella, e i due si rivelano la solita premiata ditta.

QUELLI CHE NON PENSANO – Il cervello (feat. Coez) rappresenta il manifesto culturale dell’album, anche per il beat campionato dal celebre classico di Frankie Hi Nrg. Marracash e Coez (ritornellaro di fiducia) demoliscono la povertà intellettuale, l’epoca delle fake news e dell’analfabetismo funzionale pezzo per pezzo. Algoritmi, dati sensibili, frecciatine alla politica, tutto questo senza però scadere nella retorica: “il sonno della ragione vota Lega“, e per salvarsi ci vuole cultura.

APPARTENGO – Il sangue (feat. Massimo Pericolo) racconta un passato comune tra reati e quartieri difficili. Cose che non si dicono ad alta voce, ma che cementificano il senso di appartenenza reciproco. Buona prova quella di Pericolo, una promessa del rap italiano, che si mostra nel suo lato più conscious.

POCO DI BUONO – Il fegato, invece dipinge uno scenario sovversivo, in cui la massa si risveglia contro i soprusi del potere. Utopia canora quella di Marra, ma necessaria.

Il tormentone radiofonico del disco è BRAVI A CADERE – I polmoni, un inno alla vita confusionaria.

Storie d’amore complicate, serate fuori, farmaci, e convivere col proprio lato oscuro alla ricerca di un equilibrio che non arriva. Non importa quante volte bisognerà rialzarsi, “tanto ormai siamo bravi a cadere“. La perla del nuovo album di Marracash.

Mentre, il titolo di canzone più simpatica se l’aggiudica NON SONO MARRA – La pelle (feat. Mahmood), in cui i due artisti scherzano sul loro esssere separati alla nascita. Beat orientaleggiante per un brano che forse non da alcun valore aggiunto, ma di cui si comprende lo spirito.

SUPREME – L’ego (feat. Tha Supreme & Sfera Ebbasta) è il pezzo più vicino alla trap di tendenza, una vera hit adolescenziale. Tha Sup molto musicale, Sfera fa la sua solita strofa, corta ma funzionale. La sentiremo certamente nelle casse bluetooth dei quattordicenni in autobus.

Arriva poi il momento autocelebrazione: SPORT – I muscoli (feat Luchè) è la spacconata che in un disco rap che si rispetti non può mancare. Alla stessa maniera DA BUTTARE – Il ca**o, il cui titolo già dice tutto…

Le ultime tracce rappresentano il filone sperimentale di Persona, la parte più aperta ai suoni innovativi.

CRUDELIA – I nervi canta l’amore in chiave sad, tra sensi di colpa, farse, inganni, scontri, e col ritornello che cita Ti amo di Umberto Tozzi, prima in ripresa, poi in antitesi. Viceversa, in G.O.A.T. – Il cuore, Marracash si guarda indietro nel suo percorso, ripensando a quello che ha guadagnato e a quello che ha perso.

MADAME – L’anima (feat. Madame) esce dai canoni dell’hip hop di strada per dirigersi alla ricerca della propria interiorità. È l’avanguardia del progetto: base che strizza l’occhio all’indie pop, melodia rilassante, e una Madame talentuosissima a solo 17 anni. Sentiremo parlare tanto di lei in futuro.

Menzione speciale per TUTTO QUESTO NIENTE – Gli occhi, una traccia che riflette sul successo e sui suoi paradossi. Ristoranti, lusso, fama, tutti piaceri che alla lunga logorano lo spirito. A cosa servono la popolarità e i privilegi dati da una vita agiata, se poi la gente non capisce la tua scrittura e attorno ti crei il vuoto?

Alla prova dei fatti, il nuovo album di Marracash spacca. La musicalità combinata al contenuto è il suo grande punto di forza.

Può piacere al trentenne che cerca liriche spesse, ma anche al ragazzino, può piacere a tutti. Tanti i temi trattati, ma colpiscono soprattutto le lunghe parentesi sui disturbi mentali. Ci vuole coraggio, per parlare così apertamente dei propri problemi.

Promossi i featuring, che danno tutti un valore aggiunto ai brani. Un plauso va anche ai produttori delle strumentali: Marz, Low Kidd, TY1, Zef, Dardust, Charlie Charles, Demo Casanova, Rashaad Wiggins per Ahkuhmz Razo, Big Fish. Il lavoro sul tappeto sonoro è stato pregevole.

Parliamo di un progetto che farà scuola. Con Persona, Marracash si conferma un pilastro della scena rap, e la sua evoluzione canora lo incorona come artista completo.

 

 

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