Procida sarà la capitale italiana della Cultura del 2022
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Procida, la città sull’omonima isola in provincia di Napoli, sarà la capitale italiana della Cultura del 2022. Lo ha annunciato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, durante un evento  di proclamazione, tenutosi in streaming. La decisione è stata presa da una giuria presieduta da Stefano Baia Curioni, professore all’università Bocconi di Milano e tra le altre cose direttore della Fondazione Palazzo Te di Mantova.
Il titolo di “capitale italiana della Cultura” esiste dal 2015 e punta ad attirare il turismo nella città vincitrice, grazie a eventi e manifestazioni che vengono programmati durante tutto l’anno.

Franceschini e Baia Curioni hanno sottolineato durante la proclamazione che per premiare la capitale italiana della Cultura si valuta soprattutto la capacità di progetto delle città candidate, non la bellezza o la storia del luogo. La vittoria di Procida è abbastanza inedita, dato che negli anni precedenti avevano sempre vinto città più grandi: Lecce, Siena, Cagliari, Perugia-Assisi e Ravenna nel 2015, Mantova nel 2016, Pistoia nel 2017, Palermo nel 2018 e Matera nel 2019 (quell’anno, per la verità, Matera fu capitale europea della Cultura: le sconfitte furono tutte elette capitali italiane della cultura per il 2015).

Oltre a Procida erano altresì candidate altre città italiane, ovvero Ancona, Bari, Cerveteri, L’Aquila, Pieve di Solito e le Terre Alte della Marca Trevigiana, Procida, Taranto e la Grecìa Salentina, Trapani, Verbania e Volterra. Per il 2023 è stato già deciso dal Parlamento, senza fissare un bando, che Brescia e Bergamo – due delle città più colpite dalla prima ondata di COVID-19 in Italia – saranno insieme capitali italiane della Cultura.

Ciascuna ha presentato un dettagliato progetto di sviluppo: un dossier che ne mette nero su bianco le ambizioni, le idee per un futuro migliore, chi coinvolgerebbero e come. Di seguito trovate i punti salienti di ognuno dei dieci progetti passati al vaglio della commissione ministeriale: tutti diversi, ma accomunati da valori imprescindibili come sostenibilità, inclusione e rigenerazione sociale, oltre che valorizzazione del patrimonio culturale. Alla città che ha presentato il miglior progetto, come sempre, andrà un milione di euro.

1) Bari – La cultura vien dal mare. Il sacro, la luce, il mare, l’oriente, il dialogo, il femminile: sono i sei archetipi su cui si fonda il progetto culturale presentato da Bari, che si basa sull’indissolubile legame tra la città e San Nicola. Un santo che tuttora permea profondamente la cultura e persino l’urbanistica, ma anche un simbolo dell’apertura al Mediterraneo del capoluogo pugliese.

2)Verbania Lago Maggiore – La cultura riflette: Il lago che ne ha plasmato meravigliosamente il paesaggio, ma anche la cultura e l’identità: Verbania parte da qui, con un progetto che ha come fil rouge l’elemento «acqua», che ambisce a mettere insieme tutte le eccellenze culturali del suo territorio.

3) Pieve di Soligo (Treviso), Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana: Realizzare i sogni del passato per valorizzare il paesaggio, nel tempo anche deturpato, e le idee, tutto questo promuovendo diverse azioni in tutto il territorio per promuoverlo e mettere in rete cultura e conoscenze. Ecco il progetto di Pieve di Soligo e le Terre Alte della Marca Trevigiana.

4) Taranto e Grecìa Salentina. La cultura cambia il clima: La città industriale, dell’Ilva, dell’acciaio, è pronta a rinascere: Taranto lo racconta anche con la sua candidatura a Capitale della Cultura, insieme alla Grecìa Salentina, il gruppo di nove comuni in provincia di Lecce dove si parla un dialetto neo-greco (il griko). Il suo progetto è improntato al rispetto delle persone, dell’ambiente, della sua cultura millenaria, e dei sogni delle generazioni future, per diventare un laboratorio di cultura resiliente e sostenibile. Comincerà un’altra storia.

5) Procida, La cultura non Isola: Unica isola tra le candidate, Procida si candida come «l’isola che non isola, un laboratorio culturale di felicità»: un luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, che mette al centro un modello di inclusione sociale.

6)Trapani, Capitale italiana delle culture euro mediterranee: Ambisce a diventare un laboratorio di produzione culturale, e fare della sua storia così profondamente improntata all’incontro e alla contaminazione, un punto di partenza privilegiato per valorizzare tutto ciò che la rende unica: natura, cultura, ma anche enogastronomia. Ecco il progetto di Trapani, un’idea mediterranea di sviluppo corale.

7) Ancona. La cultura tra l’altro: Il grande porto dell’Adriatico, città di incroci di storie, culture, commercio, Ancona ha presentato un progetto che punta a far tesoro di tutto questo per aprirsi ancor di più al mondo coltivando i valori della coesione, della differenza, della civiltà, con progetti che guardano all’accessibilità, alla sostenibilità, alla tutela, ai giovani e al dialogo tra le discipline della conoscenza.

8)Cerveteri 2022. Alle origini del futuro: Trasformare le sue gloriosi radici etrusche nella base su cui costruire il proprio futuro: da qui vuole partire Cerverteri per diventare diventare un centro di sperimentazione di modelli culturali d’avanguardia orientati alla sostenibilità, accessibilità, alla partecipazione civica.

9)L’Aquila, La cultura lascia il segno: Sfruttare l’occasione di diventare Capitale della Cultura per cominciare un nuovo ciclo di sviluppo sfruttando la sua esperienza, e quindi anche la distruzione provocata dal terremoto, per diventare un modello di rinascita e condividere le sue best practice: è l’obiettivo dell’ambizioso progetto de L’Aquila, pensato anche per ripopolare il territorio e promuovere benessere culturale.

Con la vittoria di Procida, è la prima volta che il riconoscimento va a un borgo e non a un capoluogo di provincia o regione – Procida ha poco più di 10mila abitanti.

Questa la motivazione. “Il progetto culturale presenta elementi di attrattività e qualità di livello eccellente. Il contesto dei sostegni locali e regionali pubblici e privati è ben strutturato. La dimensione patrimoniale e paesaggistica del luogo è straordinaria. La dimensione laboratoriale che comprende aspetti sociali di diffusione tecnologica è dedicata alle isole tirreniche, ma è rilevante per tutte le realtà delle piccole isole mediterranee. Il progetto potrebbe determinare grazie alla combinazione di questi fattori un’autentica discontinuità nel territorio e rappresentare un modello per i processi sostenibili di sviluppo a base culturale delle realtà isolane e costiere del Paese. Il progetto è inoltre capace di trasmettere un messaggio poetico, una visione della cultura che dalla piccola realtà dell’isola si estende come un augurio per tutti noi, al Paese nei mesi che ci attendono”.Ogni città ha portato nel suo progetto le proprie gemme e i propri demoni. E la buona notizia è che l’idea di uno sviluppo sociale ed economico a base culturale sta diventando un approccio comune e una pratica progettuale concreta. La cultura è pensata come pane quotidiano, finalmente”.

IL PROGETTO DI PROCIDA: “LA CULTURA NON ISOLA”
‘Procida, La cultura non Isola’ è il titolo del dossier di candidatura che evidenzia come “la terra isolana è luogo di esplorazione, sperimentazione e conoscenza, è modello delle culture e metafora dell’uomo contemporaneo. Potenza di immaginario e concretezza di visione ci mostrano Procida come capitale esemplare di dinamiche relazionali, di pratiche di inclusione nonché di cura dei beni culturali e naturali”.
Da Pugliesi, siamo ovviamente dispiaciuti per Taranto e Bari, ma facciamo il nostro più sentito in bocca al lupo all’Isola di Procida, che ogni anno in estate ci ospita per i nostri meravigliosi tour.
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